| IL COMPUTER INVISIBILE
Nel suo libro - Il computer
invisibile - D. Norman ci illustra le difficoltà
che gli utenti hanno nell'impiegare strumenti
informatici, troppo spesso progettati con la mentalità
di un tecnico che ritiene che il software debba
fare una certa cosa in un certo modo, perdendo
di vista il fatto che non sarà un suo collega
ad impiegarlo, ma un utente che non necessariamente
avrà conoscenze informatiche evolute.
Partire dal presupposto che l'utente
debba essere formato per l'impiego di un programma
o di un pannello o di un quadro di controllo è
a volte fuorviante. Se ciò è necessario,
infatti, non dovrebbe significare si è
autorizzati a progettare gli strumenti dimenticando
la semplicità d'uso.
Il computer migliore è quello che si
accende e basta. Il programma migliore è
quello che non si vede. Questa, in estrema sintesi,
l'indicazione di Norman. Spostando il focus sul web, il concetto non
cambia. Troppo spesso si vedono siti che implicano
la conoscenza della sua struttura, per poterlo
navigare correttamente, pulsanti con icone che
poco hanno a che fare con la funzione svolta,
testi scritti in modo da risultare illeggibili
se non trovandosi in un contesto preciso, ecc. Potreste obiettare che ciò ha poca influenza
sul posizionamento sui motori di ricerca, ma
noi la vediamo diversamente.
Crediamo, infatti, che siti ben progettati,
semplici nell'uso, attrattivi per gli utenti,
interessanti per i loro contenuti, siano destinati
nel tempo a scalare le SERP. Il fatto che la
struttura del sito, così come la sua
interfaccia di navigazione, sia realizzata in
modo da favorire la navigazione rendendola spontanea
e quasi automatica, favorisce l'utente, rientrando
così nella strategia di valutazione dei
motori di ricerca.
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